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Sostenibilità

 

HOPE SICAF S.B. S.p.A. è un fondo di investimento indipendente a medio-lungo termine, nato per rispondere all’esigenza post-pandemica di supportare la ripresa e la trasformazione dell’economia reale italiana in modo inclusivo ed ecosostenibile. Nello specifico tale supporto è rivolto alle piccole-medie imprese italiane, mediante la strategia di investimento in “Imprese competitive” e al settore immobiliare e infrastrutturale, mediante la strategia di investimento in “Città sostenibili”.

HOPE è la prima SICAF Retail in Italia ed è anche Società Benefit. Come tale, intende operare, nell’esercizio della propria attività economica, in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse, investendo in imprese e progetti che generino rendimenti finanziari di qualità, ma che allo stesso tempo, abbiano un impatto positivo e misurabile sulla società e sull’ambiente.

Tra i propri valori guida HOPE annovera quelli del rispetto e della tutela dell’ambiente, e del contributo e sostegno alla comunità nel percorso di transizione verso un’economia sostenibile.

In particolare, HOPE ha identificato i propri stakeholder in quelli inclusi nel Sistema Italia, tenendo conto dei seguenti tre principali pilastri della sostenibilità, come di seguito declinati:

Il 13 maggio 2022 HOPE è diventata ufficialmente firmataria del al PRI (Principles for Responsible Investments) sposandone pienamente la mission e rafforzando il suo ruolo di investitore socialmente responsabile e di lungo periodo.
 
 

Art 3, comma 1 del Regolamento (UE) 2019/2088


In base a quanto previsto dall’ Art 3 del Regolamento (UE) 2019/2088, lo scopo di questa informativa è quello di illustrare le politiche di HOPE per integrare i rischi di sostenibilità nelle proprie decisioni di investimento. I rischi di sostenibilità si riferiscono a eventi o condizioni di natura ambientale, sociale o di governance che, se dovessero verificarsi, potrebbero avere un impatto negativo significativo, reale o potenziale, sul valore dell'investimento.

L’informativa descrive le modalità con cui tali rischi sono inclusi nelle diverse fasi del processo di investimento, nonché il modello organizzativo adottato da HOPE per il presidio dei rischi ESG nella governance aziendale.


1.    Presidi ESG nel processo di investimento

La nostra strategia di investimento è sviluppata attraverso un approccio strutturato che prevede:

  • in fase di selezione, un’analisi dei principi di esclusione e la valutazione dei rischi ESG delle opportunità di investimento;
  • in fase di investimento, il monitoraggio dei rischi ESG nel continuo sulla base dei KPI individuati;
  • in fase di disinvestimento, la valutazione finale dei risultati di sostenibilità raggiunti e la verifica dell’adesione ai criteri ESG da parte dei potenziali acquirenti.

In ogni fase, adotteremo criteri ESG misurabili nonché metodologie per quantificare l’impatto ESG basate su di un approccio quali-quantitativo e parametri oggettivi.

Attraverso questo approccio puntiamo a raggiungere una piena integrazione dei fattori ESG nella cultura e nei processi aziendali che permanga nel tempo.

Oltre a promuovere investimenti nel rispetto dei criteri Environment, Social and Governance (“ESG”), provvederemo a comunicare efficacemente  gli obiettivi perseguiti e i benefici (tangibili e intangibili) derivanti dal rispetto di questi criteri, mantenendo una comunicazione interattiva con i mercati e le parti interessate attraverso la messa a disposizione di una adeguata reportistica sviluppata in ottemperanza al Regolamento europeo sull’informativa in materia di sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (Regolamento UE 2019/2088, cd. SFDR e Regolamento UE 2020/852, cd. Tassonomia).


1.1.    Fase di selezione dell’investimento

In fase di selezione delle opportunità di investimento, svolgeremo un’analisi sulle tematiche inerenti ai tre principali pilastri “Environmental” “Social” e “Governance”, al fine di valutare, rispetto alla situazione as-is, le potenzialità di trasformazione sostenibile al fine di generare di un beneficio comune.

Gli investimenti target saranno selezionati secondo un processo che prevede l’applicazione di diversi “criteri ESG”:

  1. principi di esclusione per rimuovere dall’universo investibile investimenti in attività che operano in settori non ecologicamente o socialmente responsabili o che possono avere effetti altamente negativi sulla reputazione della società. HOPE valuta l’esclusione dei potenziali Target sulla base dell’appartenenza ai seguenti settori:
    a. combustibili fossili; 
    b. energia nucleare;
    c. armamenti non convenzionali;
    d. tabacco;
    e. gioco d’azzardo;
    f. prodotti OGM;
    g. pornografia;

  2. presenza di controversie (ad esempio procedimenti giudiziari, gravi danni ambientali), per riconoscere problematiche e rischi a cui HOPE non desidera essere esposta;
  3. criteri di selezione ESG rilevanti per il tipo di investimento e per i nostri valori, che prendono in considerazione gli SDGs dell’ONU e le richieste normative dettate dai Regulatory Technical Standards (RTS) del Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR).
    1. ). I criteri di selezione sono costituiti da indicatori quantitativi e qualitativi (ma oggettivamente misurabili) che tengono in considerazione i seguenti aspetti ambientali, sociali e di governance:
      a. Metriche Ambientali, quali ad esempio l’efficientamento delle fonti energetiche, il carbon footprint, il controllo dell’inquinamento e la transizione verso una economia circolare;
      b. Metriche Sociali, che includono, tra le altre, metriche relative alla composizione della forza lavoro e alla promozione della diversità, alla salute e sicurezza sul posto di lavoro e alla formazione rivolta al personale;
      c. Metriche di governance, che coprono, tra gli altri, aspetti relativi a una governance aziendale sostenibile, alla retribuzione dei dipendenti, alla protezione dei dati e sicurezza informatica.

    L’analisi dei criteri individuati restituisce una prima stima del rating ESG della potenziale opportunità di investimento e consente di evidenziare i punti di forza e di miglioramento della stessa.

Gli esiti delle valutazioni effettuate verranno sintetizzati in un’apposita reportistica sulla base della quale verrà deliberata la prosecuzione delle attività di analisi (Due Diligence ESG).

La Due Diligence ESG, che sarà condotta con il supporto di provider specializzati, ha l’obiettivo di effettuare una analisi approfondita del Target di investimento al fine di determinare l’esposizione al rischio ESG e le opportunità di trasformazione sostenibile, nonché di individuare le opportune azioni correttive.

I risultati della Due Diligence verranno formalizzati in apposita reportistica per la delibera sull’investimento da parte del Consiglio di Amministrazione.

Con riferimento alla Strategia “Imprese Competitive”, sarà facoltà del Consiglio di Amministrazione richiedere il commitment da parte del management della società target all’adozione e implementazione di un “Action Plan ESG” e/o al mantenimento di determinati standard ESG, mediante l’inclusione di specifiche clausole contrattuali nell’Investment Agreement.

Con riferimento, invece, alla Strategia “Città Sostenibili”, il Consiglio di Amministrazione potrà richiedere l’inclusione di obiettivi ESG specifici e/o lo sviluppo di soluzioni dedicate nel caso volesse rafforzare gli impegni in termini di generazione di impatto ambientale e sociale indicati nell’Investment Memorandum.


1.2.    Fase di investimento

In questa fase, attueremo un monitoraggio sulla corretta implementazione delle strategie e dei livelli di rischiosità, verificando peraltro il grado progressivo di raggiungimento degli obiettivi ESG, in ottica di:

  • implementare l’adozione e lo sviluppo di politiche ESG;
  • implementare una raccolta dati periodica per il monitoraggio degli indicatori;
  • identificare tempestivamente situazioni da cui possono emergere rischi di sostenibilità.

Tale monitoraggio sarà effettuato sulla base di indicatori ESG quali/quantitativi chiave, individuati sulla base di analisi di materialità per le diverse tipologie di investimento. Gli indicatori individuati saranno valorizzati rielaborando i dati raccolti.

I risultati dell’attività di monitoraggio saranno presentati agli organi sociali e successivamente pubblicati al fine di darne informativa al mercato.


1.3.    Fase di disinvestimento

Ai fini della valorizzazione dell’investimento, effettueremo una valutazione finale - cd. “ESG target achievement” - volta a valutare il raggiungimento degli obiettivi ESG prefissati e l’impatto generato dal perseguimento degli stessi.

L’analisi conterrà anche una valutazione su come i fattori ESG rilevanti (e materiali) siano stati gestiti nel tempo, dando evidenza delle azioni intraprese e mettendo gli investitori in grado di fare una Due Diligence adeguata sul tema.

La strategia di exit sarà definita accuratamente, al fine di verificare l’adesione ai criteri ESG da parte dei potenziali acquirenti per garantire la continuità nella gestione degli aspetti ambientali, sociali e di governance.


2.    Presidi ESG nella governance

HOPE ha integrato le tematiche ESG nella governance aziendale che prevede l’interazione di diversi organi e strutture aziendali nei processi di supervisione e gestione delle tematiche di impatto ambientale, sociale e di governance (ESG).

Il modello organizzativo assegna responsabilità per la gestione delle tematiche ESG:

  • al Consiglio di Amministrazione, organo responsabile della definizione della strategia di investimento e della supervisione della sua corretta implementazione.
  • al Comitato di Sostenibilità, organo che offre consulenza circa le principali esigenze dei diversi stakeholders e territori del Paese, e assistenza al Consiglio di Amministrazione nella definizione dei principi generali da seguire ai fini delle politiche di sostenibilità, nonché alle funzioni aziendali nella definizione dei criteri ESG da adottare nella selezione/ esclusione dei target di investimento;
  • al Comitato Investimenti, organo con funzioni consultive in relazione alle scelte di investimento/disinvestimento sottoposte all’approvazione del Consiglio di Amministrazione.
  • al Team di investimento, che è responsabile per l’inclusione delle tematiche ESG nell’ambito delle analisi dei nuovi investimenti, tenendo conto delle informazioni ESG finanziariamente rilevanti.
  • alle Funzioni di controllo di II livello, che forniscono supporto/consulenza alle funzioni operative nell’attuazione delle politiche definite dal Consiglio di Amministrazione e sono interessate nel processo di investimento per i rispettivi ambiti di competenza. La Funzione di Risk Management, con il supporto della Compliance, è altresì responsabile dell’aggiornamento della Policy ESG

Per il dettaglio dei ruoli e delle responsabilità dei singoli organi interessati si rimanda alla Policy ESG.


Art 4, comma 1 del Regolamento (UE) 2019/2088


In base a quanto previsto dall’Art 4 del Regolamento (UE) 2019/2088, questa sezione illustra quanto adottato da HOPE in tema di misurazione e monitoraggio dei principali effetti negativi (Principle Adverse Impact “PAI”) delle proprie decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità.

La presente dichiarazione viene redatta alla luce di quanto previsto dall’art. 4, comma 1, lett. a) Regolamento SFDR, cui la SICAF intende allinearsi.

HOPE prende in considerazione gli effetti negativi delle proprie decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità.

La politica di investimento di HOPE già prevede, infatti, un processo di selezione, valutazione e monitoraggio dei target di investimento che limita possibili effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità.


1.     Descrizione dei principali impatti negativi sulla sostenibilità

Tenuto conto che la maggior parte delle attività economiche può avere un impatto sia positivo che negativo sui fattori di sostenibilità, ci impegniamo a gestire in maniera efficiente e responsabile i potenziali impatti negativi ambientali e/o sociali derivanti dalle scelte di investimento perseguite.

Nel valutare i rischi e le opportunità dei potenziali investimenti su tematiche di sostenibilità, considereremo gli indicatori PAI “mandatory” forniti nella Tabella 1 dell’Allegato 1 dei “Regulatory Technical Standards[1] (c.d. RTS) emanati congiuntamente dalle Autorità Europee di Vigilanza:

INVESTIMENTI IN SOCIETÀ PARTECIPATE

INDICATORI LEGATI AL CLIMA E AD ALTRE TEMATICHE AMBIENTALI

Emissioni di gas A EFFETTO serra

1. Emissioni di gas a effetto serra

Emissioni di gas a effetto serra di ambito 1[1],

Emissioni di gas a effetto serra di ambito 2[2]

Emissioni di gas a effetto serra di ambito 3[3],

Totale emissioni di gas a effetto serra

2. Impronta di carbonio

Impronta di Carbonio

3. Intensità di gas a effetto serra di società partecipate

Intensità delle emissioni di gas a effetto serra delle società partecipate

4. Esposizione a società attive nel settore dei combustibili fossili

Quote di investimenti in società attive nel settore dei combustibili fossili

5. Quota di consumo di energia non rinnovabile e produzione di energia non rinnovabile

Quota del consumo di energia non rinnovabile e della produzione di energia non rinnovabile delle società partecipate da fonti energetiche non rinnovabili rispetto alle fonti energetiche rinnovabili, espressa in percentuale

6. Intensità di consumo energetico per settore ad alto impatto climatico

Consumo di energia in GWh pari a milioni di euro di ricavi per le società partecipate, per settore ad elevato impatto climatico

Biodiversità

7. Attività che influiscono negativamente sulle aree sensibili alla biodiversità

Quota di investimenti in società partecipate con siti/operazioni situati in o vicino ad aree sensibili alla biodiversità, dove le attività di queste società partecipate hanno un impatto negativo su tali aree

Acqua

8. Emissioni in acqua

Tonnellate di emissioni in acqua generate dalle società partecipate per milione di euro investito, espresse come media ponderata

Rifiuti

9. Rifiuti pericolosi

Tonnellate di rifiuti pericolosi generati dalle società partecipate per milione di euro investito, espresso come media ponderata

QUESTIONI SOCIALI E OCCUPAZIONALI, RISPETTO DEI DIRITTI UMANI, ANTICORRUZIONE E ANTICONCUSSIONE

Questioni sociali e occupazionali

10. Violazione dei principi del Global Compact delle Nazioni Unite e delle Linee Guida dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) per le imprese multinazionali.

Quote di investimenti in società partecipate che sono state coinvolte in violazioni dei principi dell’UNGC o delle Linee Guida dell’OCSE per le imprese multinazionali.

11. Mancanza di processi e meccanismi di conformità per monitorare il rispetto dei principi del Global Compact delle Nazioni Unite e delle Linee Guida dell’OCSE per le imprese multinazionali.

Quote di investimenti in società partecipate senza politiche per monitorare il rispetto dei principi dell’UNGC o delle Linee Guida dell’OCSE per le imprese multinazionali o meccanismi di gestione dei reclami per affrontare le violazioni dei principi dell’UNGC o delle Linee Guida dell’OCSE per le imprese multinazionali.

12. Divario retributivo di genere non rettificato

Divario retributivo medio di genere delle società partecipate non rettificato

13. Diversità di genere nel Consiglio di Amministrazione

Rapporto medio di donne e uomini tra i membri del Consiglio di Amministrazione nelle società partecipate

14. Esposizione ad armi controverse (mine antiuomo, munizioni a grappolo, armi chimiche e biologiche)

Quote di investimenti in società partecipate implicate nella produzione o nella vendita di armi controverse

INVESTIMENTI SOVRANI E SOVRANAZIONALI

Ambiente

15. Intensità di emissioni di gas serra

Intensità di emissione di gas serra dei Paesi partecipati

Sociale

16. Società partecipate soggette a violazioni sociali

Numero di società partecipate soggette a violazioni sociali (numero assoluto e numero relativo diviso per tutti i Paesi partecipati), come indicato nei trattati e nelle convenzioni internazionali, nei principi delle Nazioni Unite e, ove applicabile, nel diritto nazionale.

 INVESTIMENTI IMMOBILIARI

Combustibili fossili

17. Esposizione ai combustibili fossili per mezzo di attività immobiliari

Quote di investimenti in beni immobili coinvolti nell’estrazione, stoccaggio, trasposto o produzione di combustibili fossili

Efficienza energetica

18. Esposizione a beni immobiliari non energeticamente efficienti

Quote di investimenti in beni immobili inefficienti sotto un profilo energetico.

 

 


[1] Emissioni generate da fonti controllate dalla società che emette le attività sottostanti come definite dal punto i) del punto 1, lettera e), dell'allegato III del regolamento (UE) 2016/1011.

[2] Emissioni derivanti dal consumo di elettricità, vapore o altre fonti di energia acquistata generata a monte della società che emette le attività sottostanti come definite dal punto ii) del punto 1, lettera e), dell'allegato III del regolamento (UE) 2016/1011.

[3] Tutte le emissioni indirette non contemplate dalle precedenti, che si verificano nella catena del valore della società che effettua la comunicazione, comprese le emissioni a monte e a valle, in particolare per i settori con un impatto elevato sul cambiamento climatico e la sua mitigazione come definite dal punto iii) del punto 1, lettera e), dell'allegato III del regolamento (UE) 2016/1011.

[1] “Final Report on draft Regulatory Technical Standards with regard to the content and presentation of disclosures pursuant to Article 8(4), 9(6) and 11(5) of Regulation (EU) 2019/2088”, pubblicato dalle ESMA il 22 Ottobre 2021.


Considereremo inoltre alcuni indicatori PAI non “mandatory”, che saranno scelti opportunamente rispetto alle caratteristiche del settore e dell’investimento:

  • almeno un indicatore aggiuntivo legato a tematiche ambientali, delineati nella Table 2 dell’Allegato I degli RTS (quali, ad esempio, l’emissione di inquinanti organici e l’emissione di inquinanti atmosferici). La scelta di tali indicatori sarà guidata dalla tipologia di investimento, sulla base di una valutazione di significatività;
  • almeno un indicatore aggiuntivo correlato ai principali impatti negativi sui fattori di sostenibilità attinenti a questioni sociali, lavorative, diritti umani, anticorruzione, anticoncussione delineati nella Tabella 3 dell’Allegato 1 degli RTS (quale, ad esempio, la mancanza di una politica dei diritti umani). La scelta di tali indicatori sarà guidata dalla tipologia di investimento, sulla base di una valutazione di significatività.


2.     Descrizione delle politiche per identificare e prioritizzare i principali effetti negativi per la sostenibilità e relativi indicatori  

L’identificazione dei principali impatti negativi sui fattori ESG, nonché la determinazione delle attività idonee a mitigarne l’incidenza sulle scelte di investimento, costituiscono parte integrante dell’approccio che adotteremo rispetto alle tematiche di sostenibilità. 

La selezione dei PAI dovrà tenere in considerazione due principi fondamentali:

  • la materialità, in ragione dell’attività caratteristica di ogni singola opportunità di investimento;
  • i criteri di esclusione adottati al fine di non selezionare le opportunità di investimento in settori economici dannosi o che potrebbero comportare maggiori effetti negativi sulla sostenibilità (ad esempio, combustibili fossili, armi non convenzionali, tabacco, gioco d’azzardo), verificando altresì preliminarmente la presenza di eventuali controversie in materia ESG.

In aggiunta a quanto sopra la SICAF considera i PAI relativi agli investimenti sovrani e sovranazionali in ragione della politica di gestione della tesoreria adottata dalla stessa.


3.    Politiche di engagement

Laddove ravvisassimo preoccupazioni materiali o anomalie riguardo alla riduzione degli impatti negativi sulla sostenibilità da parte di una società partecipata, il nostro team di investimento interverrà e farà un'escalation sul management della stessa e, se del caso, sui membri del Consiglio di Amministrazione, al fine di cercare di mitigare i rischi e preservare il valore per gli investitori.

In aggiunta a quanto sopra, HOPE ha previsto meeting periodici, a cui saranno invitati ad aderire sia il management dei target sia gli investitori, in ottica:

  • di dialogo costruttivo, nel corso dell’esecuzione della proposta di investimento, con il management del target, attraverso un confronto costante al fine di perseguire il raggiungimento degli obiettivi ESG prestabiliti;
  • di condivisione di idee e conoscenze acquisite nel corso della propria esperienza in ambito ESG con gli altri membri della community, tramite incontri periodici, podcast e interviste.


4.    Riferimenti a standard internazionali

In HOPE promuoviamo l’adozione di comportamenti e regole di condotta volte ad incentivare l’adozione di pratiche etiche e responsabili. Ci impegniamo attivamente a perseguire degli obiettivi caratterizzati da elevati standard di sostenibilità, operando in maniera responsabile e trasparente nei confronti degli stakeholder.

Nell’esercizio della nostra attività economica, abbracciamo i principi del “Global Compact” e gli obiettivi delineati dal “Sustainable Development Goals” (SDGs) delle Nazioni Unite, impegnandoci su base continuativa ad integrare tali principi e obiettivi di sostenibilità nella nostra operatività.

Per formalizzare il proprio impegno alla sostenibilità HOPE ha aderito al PRI (Principles for Responsible Investments), un’iniziativa delle Nazioni Unite nata per promuovere l’integrazione di principi ESG nella gestione tradizionale dei patrimoni e nelle decisioni di investimento e altresì per contribuire attivamente allo sviluppo di un sistema finanziario globale più sostenibile. I 6 principi, che HOPE come firmataria si impegna a rispettare, prevedono il dovere, da parte degli investitori istituzionali, di agire nell'interesse di lungo termine dei loro beneficiari, considerando anche le tematiche ESG. In particolare:.

    1. Incorporare tematiche ESG nell’analisi degli investimenti e nel processo decisionale;
    2. Agire da azionisti attivi e incorporare le tematiche ESG nelle proprie linee guida;
    3. Spingere le società partecipate a rendicontare su tematiche ESG;
    4. Promuovere l’implementazione dei principi nel settore finanziario;
    5. Lavorare con gli altri firmatari per aumentare l’efficacia dei principi;
    6. Rendicontare sui propri progressi e sulle proprie attività nell’implementazione dei principi
Art 5, comma 1 del Regolamento (UE) 2019/2088


La sostenibilità è parte integrante nella definizione delle politiche di remunerazione della nostra Società. Gli obiettivi tesi a rafforzare gli investimenti che promuovono, tra le altre, caratteristiche ambientali e sociali e a mitigare il rischio di sostenibilità sono considerati quali indicatori di performance utili al raggiungimento delle componenti di remunerazione variabile, sia di breve che di lungo termine.

HOPE adotta sane e prudenti politiche di remunerazione e incentivazione che riflettono e promuovono una gestione sana ed efficace del rischio e che non incoraggiano un’assunzione di rischi di sostenibilità in ottica ESG.

La SICAF assicura il dovuto coinvolgimento del personale sul conseguimento e sulla promozione di obiettivi ESG nei confronti di soci e partecipate. In particolare:

  • la politica retributiva del personale e le altre misure adottate assicurano la prevenzione dei conflitti di interessi e l’esercizio di influenze indebite sul personale;
  • la SICAF assicura le gender equality della politica retributiva e, più in generale, promuove la cooperazione per il rispetto dei diritti di tutti i lavoratori, della comunità e dell’ambiente;
  • la remunerazione variabile, infine, tiene conto del raggiungimento degli obiettivi ESG e del rispetto dei criteri ESG definiti per ciascun investimento.

L’effettiva integrazione degli elementi di sostenibilità nel sistema retributivo passa dalla definizione di obiettivi ESG per le diverse figure professionali, e di specifici indicatori sui quali misurare le performance di sostenibilità, ai fini della determinazione della remunerazione variabile individuale.

In questo modo, il sistema di valutazione consentirà la correlazione della remunerazione variabile al raggiungimento di espliciti obiettivi legati alla promozione delle caratteristiche ambientali e sociali degli investimenti ma anche, a tendere, , per gli investimenti sostenibili che la società vorrà effettuare in misura non “core”, al raggiungimento degli obiettivi ambientali definiti.

 

Art 10, comma 1 del Regolamento (UE) 2019/2088


Ai sensi dell’Articolo 10 del Regolamento 2019/2088, questa informativa descrive le caratteristiche ambientali e sociali promosse dalla SICAF tramite gli investimenti sottostanti, nonché le metodologie, le fonti di dati e i pertinenti indicatori di sostenibilità utilizzati per valutare, misurare e monitorare il perseguimento di tali caratteristiche.

Nel prosieguo presenteremo le seguenti informazioni:

  • le caratteristiche ambientali e sociali principali promosse dalla SICAF e gli eventuali obiettivi di investimento sostenibile che in futuro la SICAF deciderà di perseguire;
  • la strategia di investimento della SICAF, incentrata su due focus: “Imprese Competitive” e “Città sostenibili”;
  • le modalità in cui sarà ripartito il patrimonio;
  • le modalità che utilizzeremo per monitorare l’ottenimento delle caratteristiche sociali e ambientali promosse da HOPE e i relativi meccanismi di controllo;
  • le metodologie che utilizzeremo per monitorare il raggiungimento delle caratteristiche sociali e ambientali attraverso gli indicatori di sostenibilità individuati da HOPE;
  • le fonti di dati che utilizzeremo per valutare, misurare e monitorare le caratteristiche ambientali e sociali;
  • le limitazioni nell’utilizzo delle fonti di dati a nostra disposizione;
  • le attività di due diligence che effettueremo sugli asset sottostanti agli investimenti;
  • le politiche di impegno che attueremo nei confronti delle società partecipate.


1.     Caratteristiche ambientali e sociali del Fondo”

HOPE promuove le caratteristiche ambientali e sociali dei propri investimenti, ma non ha come obiettivo un investimento sostenibile.

In ragione della tipologia FIA istituito e gestito dalla SICAF e dalla strategia di investimento da quest'ultima adottata, che prevede la selezione di potenziali Target che ad oggi potrebbero presentare margini di miglioramento in merito alla gestione delle tematiche ESG, gli investimenti sottostanti non tengono conto dei criteri dell'UE per le attività economiche ecosostenibili.

Hope, pertanto, si classifica come prodotto ex articolo 8 del Regolamento SFDR, promuovendo caratteristiche ambientali e sociali dei propri investimenti, assicurandoci al contempo che le società in cui vengono effettuati gli investimenti seguano prassi di buona governance. Le verifiche saranno effettuate attraverso appositi questionari sottoposti alle società.

Tale proposizione consentirà di contribuire, tra gli altri, agli obiettivi di seguito riportati:

  • la mitigazione dei cambiamenti climatici;
  • l’adattamento ai cambiamenti climatici;
  • il perseguimento di obiettivi sociali quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, la parità di genere e la crescita professionale delle donne.

Progressivamente includeremo anche altri obiettivi relativi a:

  • l’uso sostenibile e la protezione delle acque e delle risorse marine;
  • la transizione verso un’economia circolare;
  • la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento;
  • la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

Prenderemo in considerazione i principali impatti negativi sui fattori di sostenibilità (indicatori Principal Adverse Impact “PAI”) come descritto nella Disclosure ex. Articolo 4 SFDR (cd. “PAI Statement”).

Prenderemo altresì in considerazione i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e, per quanto applicabili in relazione alla tipologia di investimenti sottostanti, rappresentati principalmente da partecipazioni in PMI non internazionali, le Linee guida dell'OCSE per le imprese multinazionali.


Tramite gli investimenti sottostanti, promuoviamo in particolare le seguenti caratteristiche ambientali:

  • l’utilizzo efficiente delle risorse naturali;
  • contenimento delle emissioni in atmosfera;
  • produzione dei rifiuti.

Gli investimenti di HOPE dovranno pertanto presentare almeno una delle seguenti caratteristiche:

  • introducono prassi, prodotti, servizi e iniziative atte a contrastare il cambiamento climatico e a contribuire al raggiungimento dell’obiettivo europeo di azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050;
  • hanno ad oggetto aziende e progetti geolocalizzati in aree non “biodiversity-sensitive";
  • incrementano la responsabilità ambientale.
  • promuovono:
    • la prevenzione del danno ambientale;
    • l’adozione di politiche per la gestione sostenibile del territorio;
    • un uso razionale dell’energia, dell’acqua e delle altre risorse naturali e i connessi impatti ambientali generati dalle proprie attività;
    • la riduzione delle emissioni in atmosfera, gli scarichi in acqua e l’inquinamento o suolo, con particolare attenzione ai rifiuti speciali/pericolosi (hazardous waste);
  • incoraggiano:
    • lo sviluppo e la diffusione di tecnologie che rispettino l’ambiente e consentano un miglioramento delle prestazioni energetiche, la riduzione dei consumi di acqua e delle risorse naturali;
    • l'utilizzo di materie prime riciclate o riciclabili, una gestione responsabile dei rifiuti e lo sviluppo di una economia circolare.


Inoltre, in considerazione degli stakeholder considerati primari da HOPE, promuoviamo, tra le altre, le seguenti caratteristiche sociali:

  • perseguimento della parità di genere sia in HOPE che nelle aziende investite; iniziative a supporto della crescita professionale delle donne quale regola di inclusione a tutti i livelli della parità di genere.
  • progetti long-term che possono aumentare produttività Paese a favore dei giovani e più in generale dei lavoratori sia per HOPE che per le aziende investite(e.g. piani di formazione e sviluppo professionale);
  • definizione di soluzioni a tutela della salute, sicurezza e benessere dei lavoratori sia per HOPE che per le aziende investite anche per mezzo di politiche di welfare e politiche sociali.


2.    Strategia di investimento

In linea con l’obiettivo di promuovere una cultura aziendale orientata alla sostenibilità, perseguiamo due strategie di investimento principali: “Imprese Competitive” e “Città sostenibili”

Come descritto nella Disclosure ex Art. 3 SFDR, che sintetizza la nostra politica di integrazione dei rischi di sostenibilità nelle decisioni di investimento, adotteremo una strategia di investimento che integri le tradizionali valutazioni finanziarie con l’analisi di informazioni ESG, tenendo dunque in considerazione aspetti ambientali, sociali e di buon governo, al fine di creare valore per l’investitore e per la società nel suo complesso.

Ci assicureremo al contempo che le società in cui vengono effettuati gli investimenti seguano prassi di buona governance, verificando ad esempio:

  • le politiche interne che la società ha adottato/intende adottare con riferimento alle tematiche sociali (es. salute e sicurezza sul luogo di lavoro, rapporti con i sindacati e partecipazione dei lavoratori, pari opportunità, formazione del personale, rapporti con le comunità locali) e di buona governance (es. composizione del Consiglio di Amministrazione, politiche anticorruzione, meccanismi di remunerazione, codici etici);
  • l’adesione/volontà di aderire da parte della società a principi e convenzioni sulle imprese e sui diritti umani;
  • l’adozione/intenzione di adottare da parte della società un modello di organizzazione, gestione e controllo ex. D. Lgs. 231/2001;
  • le certificazioni esterne di cui la società si è dotata/intende adottarsi;
  • i sistemi di controllo interno in uso presso la società.


3.   Ripartizione degli investimenti

Nel rispetto dei limiti previsti dalla Politica di investimento e dallo Statuto, nonché dei limiti e dei divieti prescritti dalla normativa applicabile (Regolamento sulla Gestione Collettiva del Risparmio e Normativa PIR), la ripartizione del patrimonio del Fondo è così prevista:

  • in misura “prevalente”, in investimenti che promuovono caratteristiche ambientali e sociali, equamente ripartiti nelle due strategie principali perseguite (“Imprese competitive” e “Città sostenibili”);
  • in misura “residuale”, il patrimonio sarà detenuto per esigenze di tesoreria, strutturalmente presente date le caratteristiche del Fondo interamente versato (“fully drawn”).


4.    Monitoraggio delle caratteristiche ambientali o sociali

Il monitoraggio degli investimenti avviene sulla base di indicatori quali/quantitativi materiali a seconda della tipologia di investimento e per il quale dettaglio si rimanda alla sezione relativa alla Disclosure ex art 3 SFDR.

Questa sezione sarà aggiornata corrispondentemente quando la Società avrà effettuato i primi investimenti.


5.   Metodologie

Integreremo i criteri ESG nei nostri processi di investimento al fine di effettuare una valutazione dei rischi di sostenibilità dei singoli investimenti e del portafoglio nel suo complesso.

Effettueremo una valutazione del profilo di rischio di sostenibilità sua base di KRI materiali identificati per ciascun investimento e sulla base delle informazioni ricavate dalla Due Diligence ESG condotta da provider specializzati. L’aggregazione dei singoli KRI restituisce un rating ESG sintetico.


6.   Fonti ed elaborazione dei dati

La valutazione dei rischi di sostenibilità, viene effettuata dalla Funzione Risk Management mediante l’attribuzione di un rating ESG, e si baserà su dati relativi alle imprese reperiti dal team di investimento, dalle analisi effettuate da fornitori specializzati nonché da altre fonti pubbliche e private.

Questa sezione sarà aggiornata corrispondentemente quando la Società avrà effettuato i primi investimenti.


7.   Limitazioni alle metodologie e ai dati

I dati utilizzati ai fini valutativi potrebbero essere incompleti, inesatti o non disponibili, pertanto, sussiste il rischio di valutare i rischi di sostenibilità in modo inesatto e che il verificarsi di un evento o una condizione di tipo ambientale, sociale o di governance possa provocare un significativo impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell’investimento.

Consapevoli di tali limitazioni, monitoriamo attivamente questa situazione e ci impegniamo a ricercare soluzioni volte a garantire la disponibilità di sufficienti dati affidabili, tempestivi e verificabili sugli investimenti del Fondo.  

Questa sezione sarà aggiornata corrispondentemente quando la Società avrà effettuato i primi investimenti.


8.   Due diligence

La corretta applicazione delle valutazioni ESG alle attività del Fondo è assicurata attraverso una specifica Due Diligence ESG, effettuata da fornitori specializzati.

La Due Diligence ESG avrà come obiettivo quello di effettuare una analisi approfondita dei fattori di rischio ESG significativi sia a livello di contesto/settore di riferimento sia a livello di Target, su cui definire obiettivi strategici e indicatori ESG per il monitoraggio di tali obiettivi.


9.    Politiche di impegno

Per il dettaglio si rimanda alla Disclosure ex art.4. SFDR.


10.    Benchmark di riferimento designato

In considerazione delle caratteristiche e della strategia di investimento di HOPE, non è stato designato alcun indice di riferimento.