La popolare atleta, membro del Comitato di Sostenibilità di HOPE, si esprime sul diritto di praticare sport
 
L’impegno nel Comitato di Sostenibilità di HOPE è per me un’esperienza nuova, e ringrazio per l’opportunità che mi è stata data di farne parte.
Quest’anno ho iniziato a studiare Giurisprudenza, oltre a essere approdata nella fase adulta del mio mestiere di sportiva. Spesso rifletto sul diritto di praticare sport, che potrebbe esser ricondotto al diritto di espressione di ognuno di noi.
Ecco, io sono stata fortunata: ho sempre avuto un impianto abbastanza vicino, per i miei allenamenti sia indoor che outdoor, e genitori disponibili a portarmi a fare sport e coltivare le mie passioni.
Tuttavia, non molti sono altrettanto fortunati e credo che in Italia potremmo fare di più, a partire dalle strutture scolastiche. Poche sono attrezzate con vere e proprie palestre o hanno campi da basket, pallavolo, atletica o piscine all’interno dei complessi in cui si studia. In America e in Gran Bretagna, la mia seconda casa, questo è normale e i ragazzi non devono fare trasferimenti per praticare sport: basta che rimangano a scuola dopo le lezioni.
Mi piacerebbe che le iniziative per il reperimento dei fondi finanziari cui il fondo HOPE mira fossero orientate in parte a questo. A dare la speranza di uno sport più accessibile e per un pubblico più ampio, in modo da coltivare al meglio il talento inespresso, o meglio inesprimibile, di tanti ragazzi come me.
Credo che questo sia il senso della mia adesione a questa iniziativa: far sentire la voce del mio punto di vista e provare a cambiare in Italia questo trend. Mi auguro che lo sport diventi centrale, perché aiuta molti giovani a trovare una strada sicura e perché è una libertà di espressione da tutelare con rispetto.
Grazie a tutti,

Larissa